sabato 31 ottobre 2015

L’Istituzione.

Milano è una gran bella città, ma per una Toscana doc come me, l’adattamento non è stato facile facile. E lo scoglio più arduo non è stato la proverbiale nebbia, il milanese imbruttito o l’aumento delle distanze. No, la cosa peggiore a cui mi sono dovuta adattare è stato il pane. E non solo perché è salato, ma anche perché era un dettaglio a cui facevano un po’ tutti caso, e il tipico abitante meneghino sa essere davvero diabolico nel prendere in giro! Così, riconoscendo la mia ignoranza, mi sono documentata. Ho scoperto ben tre motivi per cui il pane toscano è sciocco. Il primo dice che si tratti di una tradizione che affonda le sue radici nel 1100 quando la rivalità tra Pisa e Firenze, indusse la prima a bloccare i rifornimenti di sale nel confronti della seconda; i fiorentini non si scomposero più di tanto e si fecero piacere il pane senza sale. Anche il secondo motivo è di natura economica: il capoluogo toscano finanziava le proprie casse con la tassa sul sale e i cittadini, pur di non pagare la tassa, adattarono i palati al pane sciocco. Infine, last but not least, un motivo culturale: l’avete mai mangiato il prosciutto toscano? Ecco, la nostra cucina è particolarmente sapida e il pane sciocco prova a stemperarla un po’, se no, altro che sete!

Ma l’Istituzione del titolo non è il pane, è una donna: Franchina. Alimentaria Menicucci¹  all'anagrafe,  per tutti “Da Franca”, la bottega, è una di quelle che riescono a sopravvivere solo nei paesi con meno di diecimila anime, in cui il rapporto con il cliente è quello di una volta, vero e sincero. È talmente vero che da Franca si riesce a creare la fila anche con un paio di persone, perché tutti si conoscono e la chiacchiera è inevitabile. Ma soprattutto è vero perché non è privo di screzi: non avete idea di quante volte abbia sentito mio nonno e Franchina punzecchiarsi dopo le partite delle Juve, di cui lei è una tifosa appassionata e lui un instancabile detrattore!
Franca è un’istituzione perché la trovi aperta tutti i giorni, eccetto Natale e Capodanno. Oddio, a Natale non lo so mica se è chiusa, sapete? Anzi, mi pare proprio che la mattina sia “a bottega”. Ma come in ogni azienda che offre un tale servizio alla clientela, la più grande incognita è la seconda generazione. Luca, il figlio, è un ragazzo (classe 1963) pieno di passioni, ma diciamo che quella della bottega non rientra nella sua top five. Inutile dire che l’argomento è motivo di frequenti e scherzose battute tra i paesani.
Se anche non vendesse i prodotti deliziosi che vende, andare da Franchina meriterebbe per il semplice fatto di vedere una bottega storica di Castiglione in cui è frequente incontrare qualche ragazzo over settanta che ti racconta un aneddoto su com'era il Paese tanti tempo fa.
I prodotti? Dalla pizza di Tirli, unta, saporita e leggermente croccante, alla schiaccia² morbida, secca e alla pala. Dalle uova freschissime delle galline di famiglia, alla ricotta appena tolta dalla fuscella³ e ancora imperlata di siero. Dal salatissimo prosciutto toscano alla bozza. Lei, la bozza è la regina incontrastata tra i prodotti e sento il dovere morale di spendere qualche parola in più: la crosta rugosa, spessa e croccante racchiude una mollica bella gadolla. Che ve lo dico a fare?! Se non fossero carboidrati che finiscono dritti dritti sul girovita, potrei mangiarne una interna, così, senza nient’altro.
Insomma, per me, Franca è davvero un’icona, al punto che ogni mio rientro in Patria è sancito da un suo panino (per l’esattezza una tartaruga, fate conto un quadrato di dieci centimetri per lato) farcito con un etto di prosciutto, rigorosamente toscano.




¹Latteria Alimentari Menicucci: Via della Fonte, 58043 Castiglione della Pescaia.
Telefono: 0564 933458
²Si definisce schiaccia o schiacciata una focaccia cotta al forno, condita con olio extravergine d’oliva o sale.
³La fuscella è il tipico contenitore a forma di tronco di cono.
4Per gadollo si intende qualcosa di florido, rigoglioso, prospero e paffuto; spesso preceduto dall’aggettivo “bello”


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