Milano è una gran bella città, ma per una Toscana doc come
me, l’adattamento non è stato facile facile. E lo scoglio più arduo non è stato
la proverbiale nebbia, il milanese imbruttito o l’aumento delle distanze. No,
la cosa peggiore a cui mi sono dovuta adattare è stato il pane. E non solo
perché è salato, ma anche perché era un dettaglio a cui facevano un po’ tutti
caso, e il tipico abitante meneghino sa essere davvero diabolico nel prendere
in giro! Così, riconoscendo la mia ignoranza, mi sono documentata. Ho scoperto
ben tre motivi per cui il pane toscano è sciocco. Il primo dice che si tratti
di una tradizione che affonda le sue radici nel 1100 quando la rivalità tra
Pisa e Firenze, indusse la prima a bloccare i rifornimenti di sale nel
confronti della seconda; i fiorentini non si scomposero più di tanto e si fecero
piacere il pane senza sale. Anche il secondo motivo è di natura economica: il
capoluogo toscano finanziava le proprie casse con la tassa sul sale e i
cittadini, pur di non pagare la tassa, adattarono i palati al pane sciocco.
Infine, last but not least, un motivo culturale: l’avete mai mangiato il prosciutto
toscano? Ecco, la nostra cucina è particolarmente sapida e il pane sciocco prova
a stemperarla un po’, se no, altro che sete!
Ma
l’Istituzione del titolo non è il pane, è una donna: Franchina. Alimentaria
Menicucci¹ all'anagrafe, per tutti “Da Franca”, la bottega, è una di
quelle che riescono a sopravvivere solo nei paesi con meno di diecimila anime,
in cui il rapporto con il cliente è quello di una volta, vero e sincero. È
talmente vero che da Franca si riesce a creare la fila anche con un paio di
persone, perché tutti si conoscono e la chiacchiera è inevitabile. Ma
soprattutto è vero perché non è privo di screzi: non avete idea di quante volte
abbia sentito mio nonno e Franchina punzecchiarsi dopo le partite delle Juve,
di cui lei è una tifosa appassionata e lui un instancabile detrattore!
Franca è
un’istituzione perché la trovi aperta tutti i giorni, eccetto Natale e
Capodanno. Oddio, a Natale non lo so mica se è chiusa, sapete? Anzi, mi pare
proprio che la mattina sia “a bottega”. Ma come in ogni azienda che offre un
tale servizio alla clientela, la più grande incognita è la seconda generazione.
Luca, il figlio, è un ragazzo (classe 1963) pieno di passioni, ma diciamo che
quella della bottega non rientra nella sua top five. Inutile dire che l’argomento
è motivo di frequenti e scherzose battute tra i paesani.
Se anche non vendesse i prodotti
deliziosi che vende, andare da Franchina meriterebbe per il semplice fatto di
vedere una bottega storica di Castiglione in cui è frequente incontrare qualche
ragazzo over settanta che ti racconta un aneddoto su com'era il Paese tanti
tempo fa.
I prodotti? Dalla
pizza di Tirli, unta, saporita e leggermente croccante, alla schiaccia² morbida, secca e alla pala. Dalle uova freschissime delle galline di famiglia,
alla ricotta appena tolta dalla fuscella³ e ancora imperlata di siero. Dal
salatissimo prosciutto toscano alla bozza. Lei, la bozza è la regina
incontrastata tra i prodotti e sento il dovere morale di spendere qualche
parola in più: la crosta rugosa, spessa e croccante racchiude una mollica bella
gadolla. Che ve lo dico a fare?! Se non fossero carboidrati che finiscono
dritti dritti sul girovita, potrei mangiarne una interna, così, senza nient’altro.
Insomma, per
me, Franca è davvero un’icona, al punto che ogni mio rientro in Patria è
sancito da un suo panino (per l’esattezza una tartaruga, fate conto un quadrato
di dieci centimetri per lato) farcito con un etto di prosciutto,
rigorosamente toscano.
¹Latteria
Alimentari Menicucci: Via della Fonte, 58043 Castiglione della Pescaia.
Telefono:
0564 933458
²Si
definisce schiaccia o schiacciata una focaccia cotta al forno, condita con olio
extravergine d’oliva o sale.
³La fuscella
è il tipico contenitore a forma di tronco di cono.
4Per
gadollo si intende qualcosa di florido, rigoglioso, prospero e paffuto; spesso
preceduto dall’aggettivo “bello”
Nessun commento:
Posta un commento